50%
25%
25%
Il nome sta a indicare i tre villaggi Grand Cru di Avize, Aÿ e Ambonnay, le cui uve contribuiscono rispettivamente per il 50%, il 25% e ancora il 25%.
Anche in questo caso si tratta di vigne vecchie, piantate addirittura negli anni ’50.
Lo Chardonnay è fermentato in barrique, i Pinot in cemento. Lo champagne è poi dosato da extra brut.
Dopo una sfilza di grandi Chardonnay, l’approccio olfattivo cambia completamente registro per proporre, sempre in un contesto asciutto e fresco, dolcezze di frutto che si spingono fino all’uva fragola, spunti di panificazione e la tipica nota acidula del Pinot Noir.
L’attacco in bocca è molto bello, morbido, con una bollicina finissima (che, invero, è un po’ la caratteristica del produttore) che apre ai ritorni fruttati e a una rinfrescante acidità ancora di stampo fruttato. A dirla tutta, non appare un vino ancora perfettamente integrato, perché risulta più ampio che profondo, ma è indubbiamente molto gustoso.
Un De Sousa sui generis… A tavola con stinco di vitello al forno.